Progetto MPI - seconda fase

22 maggio 2013, incontro-dibattito “Attraverso la fotografia. Problematiche di conoscenza del fondo MPI" - Relazioni

Inventariazione, conservazione e restauro del fondo fotografico MPI (Archivio fotografico della Direzione Generale antichità e belle arti del Ministero della pubblica istruzione) 2014-2015

Referente del progetto: Elena Berardi

Finanziamento: cap. 1321/2011

La prima fase del progetto, svolta tra luglio 2012 e luglio 2013, ha prodotto un’analitica ricognizione dei materiali conservati nel Fondo, individuando le modalità più idonee per realizzare riordino e condizionamento. Nel corso dello studio è stata rilevata la presenza di  alcuni sub fondi afferenti al fondo principale, ma scorporati da questo, che si presume siano stati prodotti in momenti diversi e comunque nell’arco di tempo intercorso dall’acquisizione del fondo fino a tempi piuttosto recenti.
Il Fondo MPI è conservato in novantanove cassettiere e in quattro cassettiere piane (atte a contenere i grandi formati) collocate prevalentemente in una sala dell’Archivio fotografico GFN ma anche nei depositi climatizzati, laddove le stampe, prevalentemente di grande formato, siano state restaurate e conservate in scatole a norma.

Struttura e articolazione del Fondo. Specifiche relative alla modalità di trattamento

I materiali si presentano attualmente con diverse modalità di condizionamento:

  • fotografie sciolte, in buste (circa 35%);
  • fotografie sciolte, in cartelline sospese (17.6%);
  • fotografie incollate su cartoni, suddivise con separatori (circa il 47%);
  • grandi formati collocati nelle cassettiere piane.

Tali modalità vengono mantenute con una permanente ripartizione del fondo in tre nuclei:

  • fotografie sciolte, in cartelline sospese;
  • fotografie incollate su cartoni;
  • grandi formati.

Il nucleo storicamente e quantitativamente più rilevante dell’intero Fondo MPI è costituito da stampe sciolte, in buste o incollate su cartoni, ordinate alfabeticamente per toponimo e generalmente titolate per tipologia (chiese, palazzi, ecc.), per denominazione dell’edificio o per autore dell’opera raffigurata.
L’organizzazione del progetto ha richiesto preliminarmente decisioni in merito allo smembramento o meno dei nuclei tematici o autoriali, al trattamento delle partizioni e dei sub fondi secondo un criterio.

Organizzazione del lavoro e procedura

Il riordino ha la finalità di mettere a disposizione del pubblico un fondo quanto più possibile organicamente e logicamente strutturato e descritto, seguendo un ordinamento prevalentemente topografico e alfabetico, che possa restituire – laddove possibile – le ragioni di formazione delle parti che lo costituiscono (ad es.: Borgia (CZ), Basilica di S. Maria della Roccelletta. Documentazione pre e post restauri, 1916).
Il flusso di lavoro è concepito come un’attività da svolgersi in due fasi diversificate e correlate: riordino fisico e riordino analitico. La prima, iniziata due mesi prima della seconda, proseguirà fino a conclusione del progetto. In sostanza, chi si trova a riordinare fisicamente il Fondo organizza ordinatamente e sequenzialmente il materiale all’interno dei classificatori. Il materiale attualmente dislocato disordinatamente nelle cassettiere, del quale però è disponibile un analitico documento descrittivo, viene riordinato, opportunamente ricollocato e messo a disposizione di chi subentrerà nelle attività di scomposizione/ricomposizione e descrizione delle serie o insiemi che costituiscono il Fondo.
L’operazione preliminare che svolge chi è incaricato di effettuare il riordino fisico è quella di separare le fotografie MPI dal resto dei materiali che possono essere affluiti nelle cassettiere nel corso del tempo.
Gli elementi utili ad identificare inequivocabilmente le fotografie in questione sono:
1. i timbri di collezione posti al verso delle stesse;
2. le stampe all’albumina;
3. tutte le stampe riferibili a ditte fotografiche o fotografi i cui fondi non siano compresi tra quelli acquisiti nel tempo dal GFN.

Non sono da considerarsi fotografie MPI:
4. le stampe che portano al verso il solo timbro GFN;
5. le stampe prive di timbri realizzate su carta gelatina sali d’argento;
6. le stampe con altri timbri istituzionali ma non con quello MPI.

Sono questi, dunque, i criteri adottati per il riordino. Le stampe sulle quali non venga rinvenuto alcun timbro, a meno che non risultino essere inequivocabilmente afferenti a serie MPI, sono separate dal fondo e collocate in un’apposita cassettiera denominata “Materiali non MPI”, fatte salve le altre condizioni di cui al punto 2 e 3.
Attiene alla fase di riordino fisico il ricollocamento pertinente delle stampe poste in partizioni territoriali errate e la separazione delle località o soggetti non identificati, che vengono trattate separatamente.
Gli esiti delle operazioni condotte in sede di studio di fattibilità del progetto sono stati riportati nel file denominato “Registro cassettiere”. Esso costituisce il primo strumento organico di descrizione dell’intero Fondo MPI, sebbene caratterizzato da differenti livelli di analiticità dei singoli record, in dipendenza dei dati già disponibili o verificati in corso d’opera.
Si ritiene opportuno che tale file, sistematicamente aggiornato, costituisca lo strumento di riferimento per la registrazione di ogni modifica logistica o di riordino fisico delle immagini anche durante la prosecuzione del progetto.

Condizionamento

Il condizionamento per partizioni (fotografie cartonate) o in cartelline (fotografie sciolte) avviene al momento dell’individuazione delle serie, ed è svolto dagli stessi operatori incaricati del riordino analitico.
Il condizionamento delle albumine presenti all’interno del Fondo viene curato sia nella fase di riordino fisico che critico. Esso consiste nel porre all’interno di buste trasparenti a norma un cartoncino rigido che separa due esemplari posti all’interno. Le albumine, così condizionate, vengono ricollocate nelle cassettiere, seguendo il consueto ordinamento.

Digitalizzazione

Si stima che il progetto possa produrre l’individuazione di 20/25.000 serie o insiemi e non si ritiene plausibile che possa essere effettuata la digitalizzazione di una stampa per serie. Insieme al Laboratorio fotografico è stato deciso di effettuare 5.000 digitalizzazioni durante lo svolgimento del progetto, secondo modalità da stabilire con gli operatori.

Inventariazione e registrazione dei dati

Le attività di inventariazione consistono nella apposizione del numero inventariale, da trascrivere a matita al verso dei supporti primari o secondari delle fotografie costituenti ciascuna serie individuata in fase di riordino, con esclusione di quelle già inventariate.
I numeri assegnati, o meglio il codice alfanumerico costituito dalla sigla MPI e da un numero sequenziale, verrà riportato nel file inventariale predisposto a questo fine.
Il file in questione contiene gli stessi elementi di quello utilizzato per il riversamento dei dati nel sistema SAGID.

Attività correlate al progetto: formazione, catalogazione, restauro

Fanno parte integrante del progetto alcune attività che concorrono ad arricchirne la valenza scientifica.

- Corso di formazione: della durata di sei giornate, affidato alla cura di Pierangelo Cavanna, che ha collaborato con l’ICCD per la definizione dello studio di fattibilità relativo alla prima parte del progetto (Lo studio di fattibilità è descritto nel documento: Pierangelo Cavanna, a cura di, Fondo fotografico del Ministero della Pubblica Istruzione MPI. Progetto di catalogazione, luglio 2013 (protocollo ICCD: SG08 0002508 15/07/2013 Cl. 13.13.25/1.8)). Il corso è suddiviso in due moduli: linee di orientamento storico critico applicate al Fondo MPI e analisi dei materiali: storia e tecnica della fotografia.

- Produzione di schede di catalogo FF (Fondi fotografici): tra il 2013 e il 2014 è stata elaborata dall’ICCD, insieme ad un gruppo di lavoro esterno composto da specialisti del settore, la scheda di catalogazione per i fondi fotografici, pubblicata tra le normative in sperimentazione alla pagina: http://www.iccd.beniculturali.it/index.php?it/211/sperimentazione-normative. Le schede prodotte, utilizzate per la descrizione del Fondo MPI e dei sub fondi,  saranno pubblicate sul sito istituzionale anche al fine di costituire esempi di riferimento per le istituzioni che ne faranno uso.

Scheda FF - Fondo MPI  06-2015
Scheda FF - Pensionato artistico nazionale 06-2015
Scheda FF - Moscioni 06-2015

- Contestualemente alla scheda per la catalogazione dei fondi fotografici è stata pubblicata sul sito istituzionale, tra le normative in sperimentazione, la nuova versione di scheda F versione 4.00, 1.6. Tale scheda verrà utilizzata a conclusione del progetto dagli operatori che lavoreranno al riordino fisico e analitico. La produzione di schede riguarderà le serie/insiemi più significative dal punto di vista storico critico che saranno individuate in fase di riordino.

- Durante lo svolgimento del progetto si provvederà al condizionamento dei Grandi formati e l’apposizione del codice inventariale per gli esemplari che ne sono attualmente privi.

Tirocini

L’ICCD ha stipulato una convenzione con l’Università di Roma La Sapienza, Dipartimento di storia dell’arte e spettacolo, Storia della critica d’arte, nel 2013. Alcuni tirocinanti hanno già svolto la propria attività presso l’Istituto nell’ambito del Fondo MPI e altri la stanno attualmente svolgendo, apportando un notevole contributo in termini di approfondimenti mirati su sezioni specifiche del Fondo.

Collaboratori:

Riordino fisico: Vanessa Ascenzi
Riordino critico: Benedetta Cestelli Guidi, Simona Turco

Gruppo di lavoro ICCD:
Elena Berardi, Alessandro Coco, Maria Letizia Melone

Prima fase