Il progetto sul territorio

I progetti formativi realizzati presso le Soprintendenze territoriali hanno sviluppato diverse attività: dalla ricognizione sui beni ancora da catalogare e alla loro catalogazione, alle ricerche biografiche sui caduti della Grande Guerra, alla integrazione documentaria di schede esistenti. Contestualmente si sono svolte ricerche per la redazione di percorsi tematici ora pubblicati sul sito Catalogo generale dei beni culturali.

ICCD ha allestito sul proprio sito uno spazio dedicato ai prodotti scientifici realizzati dai tirocinanti presso le Soprintendenze come ulteriore occasione di divulgazione e ampia visibilità sui risultati del Programma 500 giovani sul territorio.

Nell'ambito del progetto è stato realizzato, dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Basilicata, il sito tematico Alberi della memoria per il recupero della memoria storica dei Parchi e Viali della Rimembranza dedicati alla commemorazione dei caduti della Grande guerra. Altre Soprintendenze hanno indirizzato l'attività dei tirocinanti verso la realizzazione di prodotti multimediali come le Mostre virtuali online.

DeRosa_NormativaStorica        La normativa storica tra il 1919 e il 1942: monumenti ai caduti, ossari e sacrari di guerra di Ester Maria De Rosa

L’analisi e l’approfondimento delle fonti normative che dal primo dopoguerra al secondo conflitto hanno riguardato l’ideazione e la realizzazione di monumenti e complessi monumentali dedicati ai caduti, permette di intravedere l’evoluzione dell’ideologia e della simbologia legate al culto dei caduti.          

Salatino_calabriaIl Monumento ai caduti della Guerra 1915-1918 di Pizzo. Marmi carraresi. Giuseppe Ciocchetti in Calabria di Antonella Salatino

Questo breve articolo compiuto a conclusione del Progetto “500 giovani per la cultura” è il risultato di un più ampio e approfondito lavoro di ricerca svolto sul territorio. Dal 2013 in Calabria è stato svolto il progetto per il censimento monumentale ed epigrafico della Prima Guerra Mondiale - “Grande Guerra e processi di pace” coordinato dall’ICCD. 

CeciliaPerri_calabria“Terranova da Sibari consacra nel marmo il sacrificio dei suoi figli caduti per la Patria”. Torquato Tamagnini e i monumenti ai caduti della Grande Guerra per la Calabria di Cecilia Perri

La conoscenza e lo studio del patrimonio monumentale dedicato alla Prima Guerra Mondiale presente sul territorio calabrese, è stato possibile grazie a due importanti progetti promossi dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. 

FilipponeRenato Pistilli Sipio: il Parco della Rimembranza di Campobasso testimonianza di una vita dedicata al sacrificio dei Molisani e dei fratelli caduti in guerra di Costanza Filippone e Valentina Salvatorelli

La Prima Guerra mondiale fu infatti un’esperienza di massa senza precedenti, ed i suoi effetti si fecero sentire in ogni campo della vita sociale. Nata da una contesa locale per poi trasformarsi in uno scontro tra due blocchi di potenze per l’egemonia europea e mondiale, la prima guerra mondiale si chiuse non solo con uno spaventoso numero di perdite umane, ma anche con un drastico ridimensionamento del peso politico dell’Europa sulla scena internazionale.

GuerrisiGli eroici fanti di Michele Guerrisi per il monumento ai caduti di Catanzaro di Desirè Merante

L’articolo in questione è frutto di un lavoro di ricerca svolto in un arco temporale più ampio, mosso dal progetto per il censimento monumentale ed epigrafico della Prima Guerra Mondiale elaborato e coordinato dall’Istituto centrale per il catalogo e la documentazione, su incarico della Direzione generale per il paesaggio, le belle arti, l’architettura e l’arte contemporanee ed accolto dall’allora Direzione Regionale dei Beni Culturali della Calabria, sotto la supervisione della dott.ssa Maria Teresa Sorrenti. 

Gentile"I monumenti, inutili ai morti, giovano ai vivi perché destano affetti virtuosi lasciati in eredità...": il caso del monumento ai 500 caduti della Grande Guerra della città di Taranto di Giuseppina Gentile

La prima Guerra Mondiale, dopo un secolo dal suo inizio, occupa ancora un ruolo rilevante nella storia degli italiani, mai una guerra, fino a quel momento, ha causato un numero così elevato di morti. Nei luoghi e territori dove si è combattuta e vissuta si ritrovano innumerevoli tracce e monumenti legati ad essa; nel primo dopoguerra, la nascita del “rito della memoria” avviene in maniera spontanea, ad opera delle comunità locali, nell’intento di ricordare i caduti e le loro sofferenze. 

SalisIl ricordo degli studenti sardi: il caso delle lapidi dell’Istituto Tecnico Pietro Martini. La memoria della Grande Guerra in Sardegna attraverso i monumenti ai caduti e le Lapidi commemorative di Rita Salis

La Sardegna ebbe un altissimo numero di caduti durante la Prima Guerra Mondiale. Furono più di tredicimila infatti i sardi che persero la vita durante il conflitto, molti di questi facevano parte della Brigata Reggio e a partire dal 1915 della Brigata Sassari, e la media di età tra i caduti si aggirava tra i 18 e i 25 anni. 

Salis_oristanoMonumento ai caduti di Oristano. La memoria della Grande Guerra in Sardegna attraverso i monumenti ai caduti e le lapidi commemorative di Rita Salis

Il monumento ai caduti di Oristano è situato nella piazza Mariano, un punto di passaggio per chiunque si trovi a passare in città, è situata infatti tra il centro storico e la zona della stazione. Si caratterizza per la struttura a tempietto, poco usata negli altri monumenti ai caduti della Prima Guerra Mondiale presenti nella provincia di Oristano. 

ScodinoGli artisti sardi e l'iconografia della Grande Guerra di Maria Antonietta Scodino

A partire dal 1915 l’Italia prende parte alla Prima Guerra Mondiale, evento bellico che già da un anno sconvolgeva l’Europa. La Sardegna, pur non rappresentando un teatro di scontro, ne è protagonista attiva attraverso l’azione della Brigata Sassari (151° e 152° Reggimento Fanteria), che si distinse valorosamente in molteplici battaglie sull’Isonzo, sull’Altopiano di Asiago e sul Piave, fregiandosi di numerosi riconoscimenti, tra cui – episodio rimasto unico nella storia militare italiana – due medaglie d’oro alla bandiera, per ciascun Reggimento, in una sola campagna.

CasaEditrice La casa editrice Malferrari di Bologna: un precoce caso di censimento dei monumenti ai caduti della Grande Guerra di Elisa Mengoli

La capillarità con la quale sono diffusi nel territorio italiano i monumenti dedicati ai caduti della prima guerra mondiale, non ha permesso, sin dalla loro origine, di affrontarne il censimento sistematico e completo, piuttosto realizzato per singole unità territoriali che prendono in considerazione porzioni soltanto circoscritte.

ProtezioniaereeBolognaP. A. A. Protezioni Anti Aeree a Bologna durante la Grande Guerra. Archivio fotografico storico dell'ex soprintendenza ai monumenti dell'Emilia di Elisa Mengoli

Pur abbastanza lontana dal fronte e decisamente in posizione continentale rispetto alle rivierasche Ravenna e Ancona, Bologna fu interessata dalle operazioni di blinda mento delle maggiori emergenze artistiche cittadine durante la Grande Guerra, sotto il coordinamento del soprintendente ai Monumenti dell’Emilia Luigi Corsini (1863 -1949), in carica per un ventennio dal 1914 al 1933. 

SantiRimembranzaDalla Rimembranza all’oblio. Il Parco della rimembranza di Casalecchio di Reno di Carmen Santi

Se non fosse per le poche foto aeree scattate dall’Istituto Geografico Militare tra il 1931 e il 1937 e durante le ricognizioni della Royal Air Force nel 1943-1944, probabilmente non avremmo una sola testimonianza fotografica di come doveva apparire il Parco della Rimembranza di Casalecchio di Reno, realizzato tra il 1924 e il 1925 lungo le sponde del fiume Reno. 

SantiMonumentiLa protezione dei monumenti bolognesi durante la Grande Guerra di Carmen Santi

Durante il primo conflitto mondiale la città di Bologna fu interessata da un solo allarme per incursione aerea, la sera del 29 settembre 1917, ma di questo evento non esiste alcuna documentazione, dal momento che persino lo scarno trafiletto intitolato “La sorpresa di ieri sera” che il quotidiano “Il Resto del Carlino” aveva dedicato alla notizia fu censurato. I velivoli austriaci non raggiunsero Bologna, ma sganciarono 5 bombe su Malalbergo provocando danni ad alcuni edifici.

SantiCadutiIl Monumento ai Caduti nella Guerra mondiale 1915-1918 di Casalecchio di Reno di Carmen Santi

“Signorina, mi congratulo con lei, ha fatto il monumento all’imboscato!”. Stando a quanto riportato da una pubblicazione sulla storia di Casalecchio di Reno, il re Vittorio Emanuele III avrebbe così commentato con l’autrice Francesca Barbanti Brodano Fioroni la corpulenza del soldato immortalato nel monumento, che certo non si confaceva alla dura vita di un combattente di trincea sul fronte della Grande Guerra. 

SaldatoDiGiovangiulioLa figura del soldato come eroe antico: il guerriero sannita di Renzo Di Giovangiulio

Quasi un terzo dei monumenti ai caduti italiani censiti con il progetto “Grande Guerra e processi di pace: i luoghi e i contenuti”, celebra la figura del soldato come attore protagonista della Prima Guerra Mondiale 1915-1918. Se usuale è l’allegoria del soldato come eroe antico, l’idealizzazione del soldato vestito all’antica, a torso nudo con elmo, scudo e spada, tipiche dell’abbigliamento da battaglia, nel territorio nazionale è più rara. 

ArchietettureTrunfioArchitetture militari e truppe. Le caserme di Reggio Calabria di Elena Trunfio

La caserma “Luigi Mezzacapo” La prima fondazione della caserma risale al 1885 quando viene intitolata a Luigi Mezzacapo, trapanese, allievo della scuola militare “Nunziatella” di Napoli e patriota del Risorgimento italiano. La struttura originaria del bene viene completamente distrutta dal terremoto del 1908 causando la morte di 280 giovani soldati del 21º Reggimento di fanteria, che proprio due giorni dopo l’evento sismico avrebbero completato il servizio di leva.

CamilloTempioCamillo autore a Reggio Calabria. Il tempio della vittoria: il memoriale ai caduti della Grande Guerra di Elena Trunfio

«Il Tempio di San Giorgio della Vittoria, che è, e deve essere tempio e fortezza insieme, aprirà oggi i battenti alla fede di Dio e alla religione della Patria, cementate entrambe dal sangue dei martiri». La costruzione del Tempio della Vittoria di Reggio Calabria è un episodio focale nella storia della città nel primo trentennio del XX secolo. 

MonumentoDambraIl monumento civico nascosto. Siena, Grosseto e Arezzo in ricordo della Grande Guerra di Lucia D'Ambra

Come un racconto a cielo aperto gli spazi pubblici narrano avvenimenti che hanno lasciato un segno indelebile nella nostra identità di Popolo, contribuendo a consolidare un senso di appartenenza al territorio che ha trovato espressioni diverse per ogni fase storica. La celebrazione dei Caduti del 1915-1918, tra queste, ha portato in Toscana alla nascita di un vero e proprio museo tentacolare, che racconta il caro prezzo pagato in nome della libertà per tutto il territorio regionale, fatto di piazze, giardini ma anche edifici, scuole, targhe, obelischi e monumenti nascosti.

SorianoUn esempio di antiretorica nell’Italia fascista: l’allegoria della città di Termoli nel monumento ai caduti di Luca Soriano

L’allegoria della città di Termoli nel monumento ai caduti. Nel 1923 poco più di un centinaio di cittadini termolesi firmarono la sottoscrizione pubblica per la raccolta delle somme da utilizzare nella realizzazione di un monumento ai caduti in quella che all’epoca era piazza Benito Mussolini, oggi piazza Vittorio Veneto.

Masala

Eligio Porcu: una medaglia d’oro per Quartu Sant’Elena. La Grande Guerra in Sardegna: tra monumenti e protagonisti di Elisabetta Masala

«Costante impareggiabile esempio di salde virtù militari, quale Comandante di una Compagnia, per due giorni consecutivi con fulgida tenacia fronteggiava il nemico irrompente, contenendolo, infliggendogli perdite ed animando instancabile ed ardente di fede il proprio reparto ad una resistenza incrollabile, avuto l’ordine di attaccare trascinava la propria compagnia con irresistibile slancio fin sulle posizioni avversarie, sgominando forze di gran lunga superiori. Ferito ad una gamba e circondato da nemici, per non cadere vivo nelle loro mani, si toglieva la vita con serena fierezza, opponendo alle ingiunzioni di resa il suo ultimo grido di “VIVA L’ITALIA”. Montello 15-16.VI.1918» (Bollettino Ufficiale Disp. 34ª del 1919).

GianGiacomoPorroGian Giacomo Porro: un archeologo per la Grande Guerra - La Grande Guerra in Sardegna: tra monumenti e protagonisti di Elisabetta Masala

La lapide di Gian Giacomo Porro si inserisce nell’ambito delle lapidi commemorative dedicate ai caduti della Grande Guerra. Fortemente voluta dall’allora Soprintendente ai Musei e agli Scavi di Antichità della Sardegna, prof. Antonio Taramelli, essa fu esposta dal 26 novembre 1916 a Cagliari presso il Museo Archeologico in piazza Indipendenza. In seguito ai vari riallestimenti del Museo, se ne persero le tracce.

DolianovaIl Monumento ai caduti di Dolianova - La Grande Guerra in Sardegna: tra monumenti e protagonisti di Elisabetta Masala

La Prima Guerra Mondiale, conclusa nel 1918 con oltre nove milioni di caduti tra coloro che hanno partecipato alle operazioni militari e cinque milioni di vittime tra i civili, è stata un massacro di inaspettata entità che ha coinvolto prevalentemente la generazione di giovani che era stata chiamata alle armi. A partire dal dopoguerra, ogni città e paese ha sostenuto iniziative per l’erezione di monumenti in funzione commemorativa per rendere onore ai propri cari scomparsi durante il conflitto e per esaltare l’importanza che quel martirio aveva avuto per il destino della Nazione.

Cenacololl Cenacolo in divisa da guerra - 1915/1918 di Chiara Madella

Il grande conflitto mondiale che sconvolse tutta l’Europa coinvolse anche i grandi monumenti e le opere d’arte della nostra nazione e un grande capolavoro come l’ ltima Cena dipinta da Leonardo da Vinci nel refettorio di S. Maria delle Grazie a Milano dovette indossare la sua divisa da guerra per poter affrontare il rischio di un eventuale bombardamento.