Chiesa di San Marco

Chiesa di San Marco - Planimetria della grotta.
  • Denominazione estesa: Chiesa di San Marco
  • Tipo: sito rupestre
  • Provincia: Siracusa
  • Comune: Palazzolo Acreide
  • Indirizzo/Ubicazione: Cava del Manghisi
  • Stato di conservazione/Uso attuale: cattivo
Chiesa di San Marco - Ingresso alla grotta.Chiesa di San Marco - Calotta absidale.Chiesa di San Marco - Ambiente battesimale.

Descrizione

La prima descrizione della chiesa in età moderna è dovuta a Paolo Orsi che, però, non la inserisce nel contesto del Casale considerandola, piuttosto, un cenobio posto in posizione isolata. La parte sinistra della grotta mostra danni dovuti ad un evidente crollo del masso roccioso in cui è scavata, ciò nonostante, è possibile tentare una ricostruzione dell’intero invaso ecclesiastico, grazie ad una certa rispondenza tra le parti ancora superstiti di essa e i ruderi della parte crollata.

La chiesa appare a tre navate divise da quattro arcate a tutto sesto poggianti su pilastri ricavati dalla roccia e si conclude ad Est con un’abside semicircolare con catino emisferico, che si apre in fondo alla navata centrale. Particolarmente interessante è la cornice-imposta dell’arco absidale, una sorta di bastoncello sormontato da una banda piatta che rappresenta, assieme alla decorazione della grotta di Santalania, le uniche testimonianze di una decorazione plastica in grotta.

Particolarmente interessanti sono alcune particolarità della chiesa rupestre, come il tetto piano sulla navata centrale e a spiovente e leggermente rigonfio nelle navatelle, la tendenza al restringimento di queste ultime verso la zona presbiteriale e, infine, la presenza di un vano trasverso presso l’ingresso ad occidente, presumibilmente riconoscibile con un Nartece. Questo vano permetteva, inoltre, la comunicazione tra la chiesa e una sorta di cappella absidata posta a nord-ovest della struttura maggiore, che il Messina riconosce come il Battistero del complesso rupestre.

Sono poche le tracce di affresco dipinte sull’intonaco di superficie della chiesa.

Notizie storiche

La chiesa rupestre si trova in uno dei quattro casali (il Casale Cardinale), insediati nella Cava del Manghisi donati da Adelasia nel 1140 alla chiesa di Cefalù. Le notizie circa i primi secoli di esistenza della grotta sono sempre in relazione alla vita del Casale Cardinale, che vede il massimo ripopolamento all’inzio del XII secolo, grazie all’arrivo di popolazioni calabre, ed essa compare sempre assieme ad altre grotte dedicate a santi della tradizione greca o locale.

Osservazioni

La Chiesa di San Marco, pur mostrando somiglianze con le basilichette bizantine siciliane in realtà sembra affondare le radici nella tradizione costruttiva calabrese, salentina e abruzzese. Questa vede lo sviluppo della tipologia a tre navate divise da pilastri nell’XI-XII secolo, presente a Siracusa nella chiesa parrocchiale di San Martino. Le affinità tra la chiesa di san Marco e la chiesa di San Martino si notano, principalmente laddove si analizzano i particolari decorativo-costruttivi, come la cornice modanata che segna l’imposta del catino absidale e della ghiera ad incasso che la corona, quindi prosegue lungo la parete di fondo della navata centrale e si ritrova nei pilasti delle arcate a mo’ di capitello. Probabilmente, quasi a riproporre lo schema decorativo normanno, il presbiterio rettangolare di questa chiesa rupestre, poteva essere ridotto all’ultima campata della navata centrale mentre ai lati dell’ingresso si ponevano verosimilmente due colonnine alveolate. L’importanza della chiesa di san Marco, nel contesto insediativo rupestre dell’altopiano agrense è, in un certo senso, sottolineato dalla presenza del battistero, riconoscibile proprio nella una cappella rettangolare con volta a botte contrapposta alla chiesa maggiore e fuori asse collegata da un atrio comune, dalla cui abside sgorgava una sorgente.

Bibliografia essenziale

  • Agnello G., Architettura bizantina in Sicilia, Firenze 1952, pp. 211- 212 e pp. 219-226;
  • Borsari S., Il monachesimo bizantino nella Sicilia e nell’Italia meridionale prenormanne, Napoli 1963, pp.37, 38;
  • Messina A., Le chiese rupestri del Siracusano, Palermo 1979, pp. 126-132;
  • Messina A, Le chiese rupestri del Val di Noto, Palermo 1994, pp. 20-21.