Durante il XIV e il XV secolo si assiste alla rinascita dell'antico e dei suoi miti. La finalità essenzialmente filologica della mitologia in età umanistica si arricchirà nel corso del Cinquecento di contenuti attinti alla tradizione delle imprese e degli emblemi. Le antiche divinità sopravviveranno nei manuali di mitografia nel corso del XVI secolo, diventando protagoniste delle decorazioni dei palazzi nobiliari e popolando i cortili e i giardini delle ville dove gli esemplari classici convivevano con le copie e le rielaborazioni classiciste. La trasfigurazione allegorica della mitologia nel corso del Cinquecento si farà portatrice di significati filosofici ed etici finalizzati spesso a celebrare i Signori del tempo o a porsi come elaborazioni concettuali all'interno di circoli intellettuali. Allo stesso tempo, il fiorire degli studi astrologici porta alla diffusione delle conoscenze antiche con l'identificazione delle divinità con gli astri. In questo contesto si inserisce il mito di Ercole: da un lato come celebrazione del Signore per il significato allegorico che assumono le dodici fatiche, illustrando il processo catartico dell'uomo che si purifica attraverso il lavoro fisico; dall'altro nelle complesse raffigurazioni astrologiche, in cui l'impresa di Ercole contro il leone nemeo è utilizzata per illustrare il segno zodiacale del Leone.
Qui di seguito vengono prooposti tre eminenti esempi di residenze signorili romane del Cinquecento, in cui le iconografie mitologiche sono mirabilmente utilizzate nei programmi decorativi.