Il sisma nel centro Italia. Il Catalogo del patrimonio artistico per il pronto intervento

Pubblicato il 08/09/2016

L’emergenza creata dal sisma che ha colpito l’Italia centrale il 24 agosto scorso, ha immediatamente mobilitato l’unità di crisi del MiBACT nelle aree interessate dalle principali scosse. L’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) e l’Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (ISCR) hanno provveduto a realizzare report di sintesi sui beni residenti nei comuni dichiarati ufficialmente danneggiati dal sisma, trasmettendoli al personale coinvolto nella valutazione dei danni al patrimonio artistico.

I report riguardano in particolare il Lazio: Accumoli (RI), Amatrice (RI); le Marche: Arquata del Tronto (AP), Acquasanta Terme (AP), Montegallo (AP), Montefortino (FM), Montemonaco (AP); l’Abruzzo: Montereale (AQ), Capitignano (AQ), Campotosto (AQ), Valle Castellana (TE), Rocca Santa Maria (TE); l’Umbria: Preci (PG), Norcia (PG), Cascia (PG), Monteleone di Spoleto (PG).

L’informazione dettagliata e georeferenziata degli edifici e dei beni mobili in essi contenuti, sta consentendo ai tecnici di condurre in maniera sistematica la verifica, la mappatura e il censimento dei danni per poter intervenire con il recupero e la messa in sicurezza dei beni artistici. Condizione essenziale per la realizzazione di una reportistica sistematica è stata la catalogazione dei beni effettuata alla fine degli anni ‘90 dalle soprintendenze territoriali, successivamente aggiornata e accresciuta dalle stesse soprintendenze e dalle diocesi attive per l’Inventario dei beni di proprietà ecclesiastica coordinato dalla CEI.

Le schede di catalogo gestite dal Sistema informativo generale del catalogo (SIGECweb), insieme ai dati residenti negli altri sistemi informativi del MiBACT dialoganti attraverso Vincoli in rete (VIR),  hanno permesso di produrre rapidamente una reportistica esauriente e comunque tale da agevolare le preliminari azioni ricognitive. L’interoperabilità tra i principali sistemi MiBACT (Carta del Rischio, Beni Tutelati e SIGECweb) si conferma chiave risolutiva per la crescita della conoscenza dei beni sul territorio nazionale. 

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