Archivio MPI (Ministero della Pubblica Istruzione)

Anno Acquisizione:
1973 (trasferito per competenza al Ministero per i Beni Culturali e Ambientali)
Soggetto prevalente:
Beni culturali
Settore:
Gabinetto fotografico nazionale
Estremi cronologici:
1870-1973
Consistenza stimata:
250.000
Parole chiave:
Arte - Architettura - Archeologia - Paesaggio - Arti minori

Con l’istituzione nel 1975 del Ministero per i beni culturali e ambientali le competenze e le funzioni che del Ministero della pubblica istruzione (Antichità e Belle arti, Accademie e Biblioteche), furono trasferite al nuovo Ministero. Nell’organizzazione che ne derivò l’Istituto centrale per il catalogo e la documentazione fu l’organismo preposto a svolgere funzioni in materia di catalogazione e di documentazione. Vi confluirono l'Ufficio del catalogo, nato nel 1969 con il compito di definire le metodologie della catalogazione coordinando le attività operative degli organi tecnici, e il  Gabinetto fotografico (nazionale dal 1923), fondato nel 1895 quale principale istituzione statale preposta alla produzione delle documentazioni fotografiche effettuate sul territorio nazionale.

Due anni prima della formale istituzione del Ministero per i beni culturali e ambientali, l’Archivio fotografico della Direzione generale antichità e belle arti del Ministero della pubblica istruzione, acquisto il nome di Fondo MPI (Ministero della pubblica istruzione) una volta inserito tra i fondi fotografici dell’ICCD, fu preso in consegna dal Gabinetto fotografico con atto ufficiale datato 22 settembre 1973.

All’interno del fondo sono comprese fotografie di diversa provenienza acquisite nel corso degli anni.

Il GFN, tra i maggiori alimentatori dell’archivio, stampava immagini tratte dai negativi prodotti in occasione delle campagne fotografiche realizzate sul territorio nazionale, per inviarle all’Archivio della Direzione generale. Corredano il Fondo alcuni nuclei di fotografie provenienti dagli Uffici incardinati presso la Direzione e confluiti al momento del trasferimento. Si tratta delle fotografie conservate presso l’Ufficio per l’Arte contemporanea e quelle prodotte per il Pensionato artistico nazionale. 

La storia documentaria del fondo è stata recentemente ricostruita: negli anni ’70 dell’Ottocento si dà avvio alla sistematica campagna di acquisizione di fotografie relative al patrimonio culturale italiano. Nel 1897 il fondo, già notevolmente consistente, fu riordinato e inventariato da Romolo Artioli. Negli anni immediatamente successivi al secondo dopoguerra, Corrado Maltese, incaricato del riordino, individua “nel fatto che l’Archivio era sorto su un equivoco tra strumento scientifico e di studio e strumento amministrativo” le cause di un certo stallo e progressivo depauperamento. Per ovviare a ciò Maltese propose di separare i due ambiti, ritenendo prevalenti le fotografie di interesse per lo studio. Negli anni successivi fu avviata lai catalogazione e si ebbe un primo accrescimento del patrimonio fotografico.

Oggi Il fondo MPI è costituito da circa 250.000 positivi e da numerosi disegni e stampe, raccolti dalla Direzione generale antichità e belle arti come documentazione del patrimonio storico artistico, architettonico, archeologico e paesaggistico, nel periodo che va dall’Unità d’Italia fino al 1973. Il Fondo conserva, in prevalenza, stampe alla gelatina sali d’argento e all’albumina, ma sono presenti in misura cospicua grandi formati di tecniche diverse, albumine, carboni, aristotipi, prodotti da importanti fotografi (R. Moscioni, A. Politi, P. Fiorentini, P. Poppi, F. Croci, A. Ceccato, L. Morpurgo, O. Savio, D. Cappellani, etc.)  e da grandi studi fotografici ottocenteschi (Braun, F.lli Alinari).

Le attività di conservazione, di ordinamento e lo studio di questo importante archivio rappresentano ancora oggi uno dei maggiori impegni dell’ICCD, che ha vi ha investito risorse umane e finanziarie, con l’obiettivo di offrirne fruibilità e valorizzazione. L’ordinamento fisico e critico del Fondo ha prodotto una ricca mole di dati, che ne delineano il profilo nelle sue componenti strutturali e tematiche.  Il lavoro sin qui svolto ha  inoltre consentito di assolvere aii compiti di inventariazione delle fotografie previsti dalla legge.

Conclusa la prima parte delle attività previste nel progetto di inventariazione, conservazione e restauro del fondo fotografico “MPI - Ministero pubblica istruzione” sono emersi percorsi tematici costituiti da alcuni nuclei conservati all’interno delle sezioni che compongono il fondo. Periodicamente incrementati, offrono una panoramica della varietà tematica del Fondo, narrando attraverso le immagini, frammenti di storia di luoghi noti e meno noti. Grazie all’opera di artisti fotografi che hanno documentato opere monumentali, campagne di restauro, allestimenti museali e rappresentato paesaggi e ambienti urbani, testimoniando la devastazione della guerra.

Le stampe del fondo MPI costituiscono una ricca e preziosa testimonianza storica e culturale di un intero secolo.

E. Berardi, L’Archivio Fotografico della Direzione Generale Antichità e Belle Arti: genesi ed evoluzione del “Fondo MPI, “Bollettino d’arte”, serie VII, 2014, n. 22-23 (apr.-set.).

E. Berardi, Un progetto speciale: il fondo MPI. Introduzione all’incontro, relazione al convegno Attraverso la fotografia. Problematiche di conoscenza del fondo MPI, 2013 (disponibile sul sito web dell’ICCD)

 

Fotografare le belle arti : appunti per una mostra : un percorso all'interno dell'archivio fotografico della Direzione delle antichità e belle arti, Fondo MPI, Ministero della pubblica istruzione, 1860-1970 / ICCD. - Roma : ICCD, 2013.

 L. Moro, Conclusioni al convegno Attraverso la fotografia. Problematiche di conoscenza del fondo MPI, 2013 (disponibile sul sito web dell’ICCD)

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