Fondo Antichità e Belle Arti (MPI)

Il progetto di riordino fisico e critico del Fondo MPI: inventariazione, conservazione e restauro

L’ICCD ha investito risorse umane e finanziarie per la conservazione, l’ordinamento e lo studio di questo importante archivio nella consapevolezza di doverne consentire la più ampia fruibilità e valorizzazione. Fermo restando il criterio di ordinamento topografico alfabetico, che accomuna da sempre l’organizzazione del GFN e di MPI, il riordino fisico, incentrato essenzialmente sulle fotografie sciolte, e la ricognizione critica dei materiali ha prodotto il riconoscimento, la suddivisione e descrizione delle serie nell’intento di ri-costituirne la struttura originaria; da tale attività è scaturita una ricca mole di dati utile a delinearne il profilo nelle sue componenti strutturali e tematiche.  Il lavoro sin qui svolto ha consentito altresì di provvedere all’inventariazione delle fotografie, adempiendo ad un obbligo di legge che prima dell’inizio dei lavori era stato assolto solo in parte.

Dallo studio di fattibilità alle buone pratiche per il recupero di un archivio complesso 2012 - 2018
Il progetto, avviato nel 2012 con uno studio di fattibilità, è stato suddiviso in fasi operative negli anni successivi.

1a Fase (2012-2013)
Studio di fattibilità. Struttura e articolazione del Fondo 

Le ragioni che hanno determinato uno studio di fattibilità nascono dalla necessità di rendere il Fondo fruibile nella sua totalità e di completare l’attività di inventariazione, acquisendo così i materiali al patrimonio dello Stato.
L’organizzazione fisica del Fondo si presenta con diverse modalità di condizionamento:
fotografie sciolte, in buste interamente da riordinare (circa 35%);
fotografie sciolte, in cartelline sospese (17.6%);
fotografie incollate su cartoni, suddivise con separatori (circa il 47%);
grandi formati collocati nelle cassettiere piane

La ripartizione del fondo in tre nuclei è stata ovviamente mantenuta, nel rispetto della configurazione archivistica preesistente ai lavori. Le fotografie sono ordinate alfabeticamente per toponimo e, nell’ambito di questo, generalmente titolate per tipologia (chiese, palazzi, ecc.), per denominazione dell’edificio, per evento (ad es: Danni Seconda guerra mondiale).
Le serie fotografiche, prodotte nell’ambito di medesime campagne fotografiche, frequentemente afferiscono  a diverse suddivisioni (tra sciolte, cartonate e grandi formati); la ricerca in archivio dunque può comportare la consultazione di più sezioni del Fondo.

La disponibilità parziale di inventari originari ha suggerito di procedere al riordino prevalentemente delle fotografie sciolte e di grande formato mai precedentemente riordinate; i timbri, apposti sul verso delle fotografie o sui supporti secondari di quelle cartonate (Ministero della pubblica istruzione – Archivio fotografico o Direzione generale antichità e belle arti), hanno consentito di enucleare i materiali di interesse rispetto a quelli non pertinenti al Fondo che nel corso degli anni si erano andati stratificando impropriamente.

Lo studio di fattibilità ha dato luogo ad un accurato elenco di consistenza descritto nel file denominato “Registro cassettiere”. Esso costituisce il primo strumento organico di descrizione dell’intero Fondo MPI, sebbene caratterizzato da differenti livelli di analiticità dei singoli record, in dipendenza dei dati già disponibili o verificati in corso d’opera. Nell’ambito dello studio è stata effettuata una campagna di catalogazione a campione con Scheda F su alcuni nuclei di immagini (sono state prodotte 300 schede F di insiemi, per un totale di circa 5000 positivi trattati), utile come prototipo di riordino e come monitoraggio sulla tempistica da valutare per il recupero complessivo del Fondo.

Tale attività sperimentale  è stata ripartita nelle seguenti fasi:

selezione delle serie / riordino fisico delle serie / definizione delle serie / inventariazione / digitalizzazione / condizionamento fisico / catalogazione con Scheda F in versione sperimentale utilizzata a vari livelli di approfondimento. 

Sono state prodotte 303 schede di serie per un totale di ca. 4200 fotografie. Esplora il Fondo MPI

Per i risultati dello studio di fattibilità vedi la relazione "Fondo fotografico del Ministero della Pubblica Istruzione MPI. Progetto di catalogazione", a cura di Pierangelo Cavanna, 2013.

A maggio 2013 è stata realizzata una mostra presso l’ICCD, poi ospitata anche all’Archivio centrale dello Stato di Roma, dal titolo: Fotografare le Belle arti. Appunti per una mostra. Un percorso all'interno dell'archivio fotografico della Direzione generale delle antichità e belle arti, Fondo MPI Ministero pubblica istruzione 1860-1970. 

2. Fase (2014-2017)
Progetto esecutivo: inventariazione, conservazione e restauro
Organizzazione del lavoro e procedura

Il riordino ha avuto la finalità di mettere a disposizione del pubblico un fondo quanto più possibile organicamente e logicamente strutturato e descritto, seguendo un ordinamento prevalentemente topografico e alfabetico, in grado di restituire – laddove possibile – le ragioni di formazione e sedimentazione degli insiemi che lo compongono (ad es. la serie di immagini: Messina(ME), Cattedrale di S. Maria Assunta. Terremoto, 1908).

Il flusso di lavoro è stato concepito come un’attività da svolgersi in due fasi diversificate e correlate: riordino fisico e riordino storico critico. I materiali, riordinati e riuniti sotto i toponimi di pertinenza, e descritti nell’ambito dello strumento informatico SAGID (sistema di archiviazione e gestione delle immagini digitali), è stato realizzato con la finalità di farvi confluire i dati alfanumerici e digitali prodotti in occasione di attività di recupero e di valorizzazione dei Fondi conservati in Istituto. Il sistema si presta all'esigenza di disporre di una soluzione applicativa in grado di gestire un ingente numero di dati, formalizzati in sintonia con lo standard di catalogazione nazionale Scheda F e di rapido utilizzo.

Condizionamento
Il condizionamento delle stampe di maggior pregio è stato eseguito sia nella fase di riordino fisico che critico. Esso consiste, ad esempio, nel porre all’interno di buste trasparenti a norma i materiali più delicati e/o facilmente deteriorabili, così come particolare cura è stata dedicata alla conservazione di alcune stampe in grande formato attraverso interventi di restauro eseguiti da ditte specializzate. Annualmente alcuni nuclei di fotografie sono oggetto di interventi conservativi da parte del Laboratorio di restauro dell’Università degli studi di Tor Vergata nell’ambito del corso di laurea magistrale Conservazione e restauro dei beni culturali per la cura della prof.ssa Silvia Zappalà.

Digitalizzazione
Il Laboratorio fotografico ha provveduto alla digitalizzazione di ca. 8200 immagini.

Tirocini
Tra le attività svolte o in corso sono stati ospitati numerosi tirocini attivati con la Scuola di specializzazione in beni storico artistici dell’Università la Sapienza o aperti a studenti vincitori di bandi pubblici promossi dall’ICCD o attraverso convenzioni con la Regione Lazio come nel caso del progetto “Tornosubito”.

I tirocinanti hanno acquisito cognizioni sulle modalità di trattamento dei materiali fotografici del Fondo MPI e hanno fornito un valido contributo partecipando alla filiera dei lavori per la corretta conservazione dei materiali e la valorizzazione.

Il Fondo MPI è stato oggetto di studio e approfondimento di sezioni specifiche, che hanno dato luogo a tesi di laurea magistrale o di specializzazione.    

Inventariazione e registrazione dei dati
L’inventariazione ha comportato l’apposizione del numero inventariale, trascritta a matita sul verso dei supporti primari o secondari di ciascuna fotografia che ne fosse priva. I numeri assegnati, o meglio il codice alfanumerico costituito dalla sigla MPI e da un numero sequenziale, è trascritto nel file inventariale utile ad essere riversato in SAGID. Il progetto nel suo complesso ha prodotto l’inventariazione e descrizione di ca. 111.300 immagini.

Procedure di descrizione
La verifica di quanto già prodotto sul Fondo MPI in anni pregressi ha costituito la base per l’inventariazione e la descrizione delle fotografie non ancora inventariate che, a inizio progetto, costituivano circa due terzi del Fondo. La necessità di individuare serie o insiemi di immagini all’interno delle suddivisioni tematiche del Fondo ha comportato la revisione delle fotografie già inventariate e di quelle da trattare ex novo nell’ambito del progetto. Un unico file comprensivo di inventariazioni e descrizioni pregresse ha costituito la base di lavoro da integrare e implementare con nuove descrizioni, individuando serie o insiemi di immagini inclusive del già trattato e del nuovo.

Il lavoro è stato avviato partendo dal riordino fisico dell’archivio che ha comportato una ridistribuzione dei materiali e costituito la fase propedeutica all’inventariazione e descrizione delle singole fotografie e all’individuazione delle serie. I materiali sono stati sottoposti a una verifica capillare, per rintracciare le ragioni di formazione e di sedimentazione di tale produzione.

Il  riordino storico critico effettuato sull’intero corpus ha consentito l’individuazione di serie o insiemi prodotti nell’ambito di specifiche campagne di rilevamento: da quelle di documentazione di opere d’arte, monumenti, scavi archeologici tout court, a campagne fotografiche su base territoriale più vasta che, disperse nei diversi toponimi del Fondo e così perdendo la loro integrità, sono state riunite sia fisicamente che concettualmente sotto un’unica titolazione di raggruppamento  e collocate pertinentemente all’interno dell’archivio.

Alle varie fasi del progetto hanno collaborato numerosi tirocinanti che hanno contribuito a coadiuvare i collaboratori nello svolgimento delle attività.

Attività correlate al progetto: formazione, catalogazione, restauro, valorizzazione
A conclusione del progetto di riordino sono stati organizzati una serie di eventi, mostre e convegni  e sono stati organizzati eventi formativi