Museo

Strumenti fotografici

La collezione di strumenti fotografici (in parte esposta nel museo), consente di ripercorrere l’evoluzione della tecnica del mezzo, dalle prime ingombranti e affascinanti “camere” ottocentesche alla piccola, e maneggevole Leica degli anni ‘20-’30 che rivoluzionò il modo di fare fotografia.

La raccolta – che con i suoi più di 1400 pezzi è tra le più notevoli esistenti in Italia - si è andata formando grazie all’eredità delle attrezzature acquistate dal Gabinetto Fotografico nel corso della sua lunga storia : “Come un buon artigiano d’altri tempi, affezionato ai propri utensili, ‘cimeli’ della propria professionalità, il GFN ha conservato, in parte notevolissima, il proprio patrimonio di dotazioni tecnologiche, preservandolo anche da quegli atti di burocratica ‘dismissione’ inventariale che ne avrebbero comportato la distruzione. Si è venuta così costituendo, per lenta sedimentazione e, inizialmente, per motivi che non esiterei a definire affettivi anziché orientati su un preciso disegno, una raccolta di apparecchi fotografici e di accessori assai cospicua comprendente anche alcuni esemplari d’una certa singolarità e divenuti veramente rari.” (O. Ferrari, Presentazione, in M.T. Contini, “Strumenti fotografici,1845-1950”, Roma, 1990, pp. 5-6).

Nel corso del tempo la collezione si è arricchita anche attraverso le donazioni dei fotografi di cui il Gabinetto Nazionale ha acquisito il fondo (come Mario Nunes Vais e Francesco Chigi) e, in anni più recenti, grazie agli apparecchi provenienti dalla Collezione Becchetti  e dalla Collezione Niego, nonché una parte delle attrezzature dello studio fotografico Antonelli di Bari. Tra gli apparecchi contemporanei, si ricordano le due Leica di Sebastiana Papa.

A partire dal 1990 questo prezioso patrimonio è stato oggetto di interventi conservativi, condotti dal laboratorio di restauro interno all’Istituto che svolge una costante attività di monitoraggio, pulitura e riparazione per contrastare l’usura e a garantire la conservazione.