Archivio schede di catalogo

Thumb_archivio schede_200x100Quando nel 1969 venne costituito l'Ufficio Centrale per il Catalogo, nell'ambito della Divisione Musei dell'ex Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti del Ministero della Pubblica Istruzione, fu consegnato ad esso, tra l'altro materiale, anche l'archivio cartaceo delle schede di catalogo redatte dalle Soprintendenze.

Si trattava di circa 200.000 documenti pervenuti al Ministero per precisa disposizione dell'art. 1 del R.D. 14/VI/1923, n. 1883. Il Decreto stabiliva infatti che le schede di catalogo dovessero essere compilate in tre copie, la prima da conservare presso la Soprintendenza competente, la seconda da consegnare al responsabile dell'opera catalogata e la terza da inviare al Ministero.

Analizzando questo ricco e interessante patrimonio, si rileva che le schede più antiche sono seguenti all'emanazione delle leggi di tutela del patrimonio culturale del Regno d'Italia della fine dell'Ottocento: primi tentativi di censimento e divulgazione dei beni storico-artistici nazionali.

Tali schede consistono in inventari degli edifici e dei beni mobili in essi contenuti, con descrizioni abbastanza accurate, arricchite spesso anche da notizie storico-critiche e talvolta da fotografia. Ad esse seguono documenti che attestano il crescente interesse per il lavoro di catalogazione, seppure svolto con discontinuità e con notevoli disparità di metodo, talvolta con criteri piuttosto inventariali che di vera e propria catalogazione scientifica.

Per la raccolta e trascrizione dei dati delle vecchie schede sono stati usati vari modelli cartacei.

Negli esempi che sono illustrati quasi tutti i moduli adottati dal 1892 al 1969.

Per i beni immobili si tratta di:

Elenco degli edifici monumentali: una sintetica scheda di due facciate che descrive l'edificio distinto, a seconda dell'importanza, in tre categorie: nazionale, regionale o locale.

Elenco degli antichi manufatti, delle costruzioni architettoniche e delle parti monumentali di edifici e ruderi esistenti in una provincia: scheda di quattro facciate, che descrive in maniera più tecnica della precedente i caratteri architettonici dell'edificio o del monumento, non di rado corredata da allegati fotografici, poi confluiti nell'archivio fotografico del Ministero della Pubblica Istruzione;

Modello 50 bis (Arti): scheda di quattro facciate, ideata per contenere in una tasca materiale fotografico e grafico.

Per i beni mobili sia storico-artistici che archeologici vengono generalmente adottati tre modelli:

Oggetto d'arte: scheda di quattro facciate usata per la catalogazione di più oggetti ubicati in uno stesso luogo di collocazione; talora anche con documentazione fotografica;

Oggetto d'arte (Modello 50-Antichità e Belle Arti): scheda di quattro facciate analoga alla precedente per voci,

Oggetto d'arte (Modello 50-Opere d'arte): scheda anch'essa di quattro facciate, ideata per contenere in una tasca la documentazione fotografica.